Qual è il percorso per diventare avvocato

Una delle professioni più antiche (le prime forme risalgono ai tempi dell’Impero Romano) e allo stesso tempo più ambite è quella dell’avvocato. L’avvocato è per l’appunto un professionista che essendo in possesso dei requisiti previsti dalla legge, non solo difende e rappresenta un imputato nell’ambito di un processo giudiziario ma offre consulenze legali a quanti si rivolgono a lui.

In Italia, l’avvocato viene distinto a seconda del settore per il quale offre il proprio apporto per cui si parlerà di avvocato civilista, avvocato penalista e avvocato amministrativo. Questo da un lato offre maggiore specificità e dall’altro rende, rispetto a quanto avveniva in passato,come testimonia l’avvocato Pacifico, meno ampio il campo di azione e soprattutto richiede un percorso formativo diversificato a seconda della scelta. Da un punto di vista dell’inquadratura lavorativa, l’avvocato è visto come un lavoratore autonomo che deve sottostare a precise indicazioni in merito fissate dalla legge per quanto concerne numero di collaboratori, eventuali associati e fatturato del rispettivo studio.

attilio pacifico

Lasciando da parte questi aspetti, vediamo qual è l’iter formativo che occorre seguire per quanti hanno intenzione di diventare un avvocato. Incominciamo con il rimarcare che la scelta della scuola superiore non inficia in alcun modo su tale aspetto anche se va detto che istituti, come quello tecnico commerciale conosciuto anche con il termine Ragioneria, offre l’opportunità per gli studenti di avere un primo approccio alla variegata materia del Diritto che poi è alla base della formazione dell’avvocato.

Una volta terminata la scuola media superiore la scelta deve essere per forza di cose indirizzata verso la facoltà di Giurisprudenza che può essere frequentata praticamente in ogni Ateneo italiano in quanto tra le più diffuse nel nostro Paese. Quello previsto dalla facoltà di Giurisprudenza è un percorso molto specifico, basato su diversi esami relativi alle varie tipologie del Diritto (Diritto Commerciale, Diritto Civile, Diritto Romano, Diritto del Lavoro, Diritto Penale etc..) ma che naturalmente prevede importanti nozioni su come si svolgono le controversie processuali con cenni storici di come la legge e quindi il diritto si sia evoluto nel corso dei secoli e per la precisione dall’Antica Roma ad oggi.

Va sottolineato come il voto finale della Laura in Giurisprudenza non rappresenti un vincolo per quanto concerne l’iscrizione all’albo. Tuttavia un ottimo voto magari con lode è un biglietto da visita di una certa rilevanza per entrare nell’orbita di importanti studi o magari curare aspetti amministrative di grandi brand commerciali e non. Il post laurea prevede in primis l’iscrizione all’ordine degli avvocati a cui si vuol far riferimento, al fine di conseguire il titolo di praticante Avvocato che conferisce la possibilità ed il diritto di svolgere il cosiddetto Praticantato presso uno studio legale dove occuparsi del settore a cui si è interessati.

In passato la durata minima del praticantato era fissato in tre anni mentre con la Riforma introdotta dal Governo Monti, la soglia minima è stata abbassata a 18 mesi. Terminata la fase di praticantato, è necessario per essere a tutti gli effetti considerato un avvocato, sostenere l’Esame di Stato per l’abilitazione. Esame di Stato che prevede una prima prova scritta che solitamente viene svolta in te giorni consecutivi ed una prova orale che invece viene svolta in un solo giorno.

Per quanto concerne l’abilitazione è opportuno, nonché importante, sottolineare che in Italia può operare a tutti gli effetti da avvocato, anche chi ha conseguito l’abilitazione presso uno dei Paesi Europei per effetto della direttiva emanata in ambito di Liberalizzazioni da parte dell’Unione Europea.

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