Caldaie a condensazione: come funzionano?

Caldaia a condensazione: cos’è?

La caldaia a condensazione rappresenta una particolare tipologia di caldaia che ha la capacità di generare calore sfruttando l’energia termica che deriva dal procedimento di condensazione.
Quest’ultimo processo si esplica nel momento in cui si sviluppa la condensazione del vapore acqueo dei fumi di scarico.
Così facendo la caldaia a condensazione riesce a mantenere, recuperare e sfruttare anche il calore di condensazione rimasto latente per una resa assai maggiore di una abituale caldaia.
Dai dati statistici effettuati sul rendimento di questo tipo di caldaia è emerso che oscilla tra il 105 al 110% (risultato più che ottimale).
Tutte le caldaie a condensazione sono a tenuta stagna, questo vuol dire che rispondono a tutti i requisiti di sicurezza e che possono quindi essere posizionate in qualsiasi punto della casa senza alcun rischio.
Sarà sufficiente infatti installare un tubo di scarico per l’acqua di condensa che si genera.

Caldaia a condensazione: come funziona?

In una caldaia a condensazione l’aria e il gas confluiscono nello stesso momento nella camera a tenuta stagna della caldaia e reagiscono in modo da innescare il processo di combustione in grado di riscaldare l’acqua presente nel radiatore.
Il processo di combustione genera dei fumi definiti di scarico che, tramite lo stadio della condensazione, vengono scissi e trasformati nuovamente in liquidi.
I liquidi così generati immagazzinano calore grazie al preriscaldamento dell’acqua del radiatore avvenuto nella fase iniziale del processo.
In questo modo la temperatura dei fumi liquidi viene diminuita solo fino a circa 40 gradi (mantengono quindi una temperatura ancora molto elevata).
Questo dato è illuminante per capire la grande innovazione che le caldaie a condensazione rappresentano nel mondo del riscaldamento domestico perché in una caldaia tradizionale la temperatura dei fumi di combustione precipita fino a 250 gradi (si ferma a circa 150 gradi nelle caldaie ad alto rendimento).
In una caldaia tradizionale infatti non si innesca il processo di condensazione dei fumi di scarico perché questi vengono espulsi e di conseguenza persi immediatamente tramite la canna fumaria.
In una caldaia a condensazione invece il calore che potremmo definire di ritorno, viene riutilizzato per innescare nuovamente il processo di combustione e condensazione.
Questa situazione permette alla caldaia di ottimizzare al massimo il rendimento perché, diversamente dalle caldaie tradizionali, svolge un passaggio in più sfruttando quindi due volte gli scarti del processo di condensazione.
Inoltre la caldaia a condensazione, tramite un elettroventilatore, riesce ad espellere i gas di scarico in maniera molto rapida attraverso il cosiddetto camino.

Caldaia a condensazione: quali sono i vantaggi?

La caldaia a condensazione grazie al procedimento descritto nel paragrafo precedente, permette di risparmiare in maniera considerevole sulla bolletta del gas grazie all’utilizzo dei fumi di ritorno per produrre ulteriore energia.
Con l’installazione di una caldaia a condensazione infatti i consumi di gas si abbassano di circa il 30% rispetto all’utilizzo di una caldaia tradizionale.
Inoltre è eco friendly in quanto permette di diminuire in maniera importante le emissioni nocive di CO2.
Questa riduzione di emissioni si concretizza perché tutto il calore prodotto dalla caldaia viene utilizzato nuovamente per produrre altra acqua calda e riattivare il processo combustivo.
Tra gli altri vantaggi possiamo citare la qualità performante di una caldaia di questo tipo perché ha una vita media di circa 15 anni.
Installare una caldaia a condensazione (di classe energetica A) inoltre dà diritto a delle detrazioni fiscali importanti incentivate dallo stato per il grande valore ecologico che questa tipologia di caldaia apporta.
E’ possibile inoltre aggiungere dei pannelli solari alla struttura che riescono a far raggiungere alla caldaia una resa ancora maggiore la quale si aggira all’incirca al 50% in più di una caldaia tradizionale.
Se si sfrutta l’energia dei pannelli solari è possibile inoltre usufruire di un’ulteriore agevolazione fiscale.

Caldaia a condensazione: quanto costa?

Una caldaia a condensazione ha un costo medio che oscilla tra i 1000 e i 2500 euro, quindi maggiore rispetto ad una caldaia tradizionale.
Se si pensa però al grande eco bonus concesso dallo stato in aggiunta alla resa energetica che ne deriva dall’installazione di questa caldaia, si capisce come i costi siano concretamente ammortizzati nell’arco di poco tempo.

Legno naturale vs MDF

Quando si decide di arredare casa occorre in primo luogo decidere quale materiale usare, se il legno o dei materiali alternativi che si stanno aprendo degli spicchi di mercato sempre più ampi.
Andremo di seguito in questo artico a estimate le differenze tra legno e MDF.

Cos’è l’MDF

Il Medium-density fibreboard conosciuto come MDF sono elementi derivati da fibre di legno, spesso elementi di scarto che vengono utilizzati purché siano senza corteccia, perché bessa indebolirebbe la struttura che si andrà a comporre.
Le fibre sono finemente tritate e vengono tenute insieme da colle e resine che vanno a comporre dei pannelli appunto di MDF.
Le caratteristiche peculiari di questo materiale sono:

  • È un materiale a basso impatto ambientale visto che è ricavato dagli scarti delle altre lavorazioni;
  • Simula il legno massiccio: la sua struttura compatta permette di lavorarlo e di sagomato facilmente a nostro piacimento;
  • Resistente e stabile grazie alla sua struttura uniforme;
  • Il suo aspetto liscio lo rende un materiale facilmente dipingibile quindi adatto a qualsiasi tipo di utilizzo;
  • Può essere utilizzato per diversi utilizzi per fare tavoli, sedie o altri tipi di mobilio;
  • Resistente all’umidità ma non all’acqua, non è consigliabile per fare piani di appoggio soprattutto di cucina;
  • Il prezzo è inferiore a quello del legno.

Legno naturale

Il legno è invece un materiale conosciuto ormai da tutti e che ha avuto largo utilizzo nella costruzione di mobili di tutti i tipi.
Il legno è ricavato dalla parte più interna e dura degli alberi.
Oggi si parla di legno naturale per porre attenzione all’ambiente con un utilizzo del legno che sia fatto con un occhio all’ecosostenibilità.
Il legno ha numero qualità intrinseche nel suo essere come ad esempio l’antistaticità e l’antibattericità. Con la sua capacità di rilasciare umidità nell’aria rende l’ambiente dove è utilizzato piacevolmente vivibile. Il mobilio in legno naturale permette di vivere in modo sano e senza sostanze nocive. Il legno lasciato allo stato brado permette di vivere in un ambiente quasi selvatico e pieno di energia, forza che nell’artefatto industriale viene un po’ persa e addomesticata.
Il suo utilizzo può essere svariato è possibile ricavarne tavoli, serie, armadi e inoltre offre molti spunti per un arredamento rustico.
Dal legno naturale si ricavano anche pavimentazioni e pannelli per rivestire intere pareti.

Legno naturale o MDF?

Non possiamo dare una risposta univoca a questa domanda, come abbiamo visto precedentemente entrambi i materiali hanno aspetti positivi e negativi. I due sono prodotti economici e che garantiscono una lunga resistenza in qualsiasi utilizzo.
l’MDF risulta probabilmente più facile da lavorare rispetto al legno naturale. Un legno non trattato risulterà sempre imperfetto e mai completamente piatto. Per dipingerlo occorre lavorarlo in modo che la vernice possa facilmente attecchire. Lavorarlo però vorrebbe dire perdere il suo aspetto rustico di legno completamente naturale.
L’MDF è invece compatto e resistente ottimo per le lavorazioni industriali che devo essere destinate a un mercato che sia accessibile a livello di prezzi a tutti.
Sia il legno che l’MDF sono materiali che garantiscono un elevato potenziale di assorbimento sia sonoro che di calore. Questo soprattutto vale per il legno, non a caso di legno vengono anche fatte o rivestite intere abitazioni ecosostenibili che permettono un notevole risparmio energetico.

Sempre più italiani decidono di investire i loro risparmi e idee alle Isole Canarie

Perché investire alle Isole Canarie? Questa è una domanda che molte persone sicuramente si pongono e alla quale cercheremo di dare un risposta. In realtà i motivi sono molti. Di conseguenza un numero sempre maggiore di persone, tra cui moltissimi italiani, decide, sempre più spesso, di effettuare investimenti di vario genere su quelle isole. Analizziamo insieme i motivi che spingono tutte queste persone ad effettuare questi investimenti per capire le cause di quest’affluenza sempre maggiore.

Meno tasse, più investimenti

Innanzitutto bisogna sottolineare che le Canarie negli ultimi anni hanno realizzato politiche fiscali che invogliano gli investitori. Basti pensare alle agevolazioni di cui godono le nuove società con sede alle Canarie, che per i primi due anni di attività pagheranno le tasse con aliquota ridotta. E che dire dell’imposta IGIC, che in Italia corrisponde all’IVA? L’aliquota nel 2019 ammontava al 6,5%, contro il 22% dell’IVA.

Ulteriori sconti sull’IRPEG, molto consistenti, riguardano alcune tipologie di impresa che fruttano molto in quei territori, come le attività agricole, industriali, allevamento e pesca.

Per questi motivi, a cui se ne affiancano altri che in seguito analizzeremo, sempre più italiani, negli ultimi anni, hanno deciso di investire alle isole Canarie.

Bisogna considerare che i soldi risparmiati, grazie alla tassazione minore o agevolata, potranno essere investiti nelle aziende, per far si che esse sviluppino tecnologie sempre al passo con i tempi e che possano crescere e diventare importanti dal punto di vista internazionale.

Teniamo presente che l’arcipelago fa parte del sistema ZEC che prevede un regime fiscale vantaggioso per gli investimenti. Poi, grazie anche al clima e al turismo, sono moltissime le attività in cui è possibile investire i propri risparmi. Alcuni esempi potrebbero essere: la ristorazione, noleggi di veicoli, organizzazione di visite guidate, alberghi, immobili da affittare, aziende produttive e chi più ne ha più ne metta. Bisogna considerare che il clima particolarmente mite rappresenta uno degli ingredienti più importanti per lo sviluppo del settore turistico. A queste caratteristiche bisogna aggiungere poi la bellezza del paesaggio.

Una posizione strategica

Ma l’aspetto, forse, più importante è rappresentato dalla posizione geografica, che garantisce un’apertura ai mercati africani e più in generale al commercio internazionale, essendo punto di incontro delle principali rotte dei commerci internazionali. La posizione particolare permette anche un’agevole integrazione nell’economia dell’Unione Europea, con un’apertura ai mercati esteri.

Altri settori di investimento

Un altro settore da non sottovalutare è quello della pesca, che ha portato a considerare i porti delle isole come i più importanti dell’Atlantico Centrale.

Ma c’è anche spazio per altri tipi di azienda, come l’industria alimentare, per la lavorazione del tabacco e attività industriale, in particolare nel settore dell’energia.

Non bisogna poi dimenticare la particolare attenzione, a livello locale, in ricerca e innovazione. Organismi di ricerca, tra cui alcuni centri Universitari, sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni all’avanguardia, anche nell’ambito delle nuove tecnologie. Questo, unito a tutti i punti che abbiamo analizzato fino a questo punto, comporta ottime prospettive di crescita.

Inoltre lo spagnolo è una delle lingue che più si avvicina a quella italiana, ed è di facile comprensione. In ogni caso, tra gli abitanti del luogo, è molto diffuso l’utilizzo della lingua inglese, francese e molto spesso anche della stessa lingua italiana.

Per tutti questi motivi un numero sempre maggiore di italiani decide di investire i propri risparmi alle Canarie. Molti sono giovani in cerca di nuove opportunità. Altri sono pensionati, che ritrovandosi qualche risparmio in tasca, decidono di far fruttare anni di fatiche cercando nuove occasioni ed opportunità.
La cosa importante è sempre quella di farsi ben guidare dai migliori professionisti. Solo una buona guida potrà accompagnarvi lungo la strada che porterà alla vostra realizzazione personale, permettendovi di non incorrere in rischi evitabili.

Caduta accidentale in strada: cosa fare per richiedere il risarcimento al comune

Se sei capitato su questa pagina è perché ahimé sei stato vittima di una caduta accidentale per strada e ti ha purtroppo arrecato un danno, ed adesso ti starai chiedendo se è come puoi essere risarcito. Soprattutto ti starai chiedendo se è conveniente muoversi da solo o oppure affidarsi a professionisti.
Bene sei capitato nel posto giusto, abbiamo tutte le risposte alle tue domande niente paura.
Iniziamo con ordine, sei pronto? Bene partiamo.

  • Cosa fare per avere un risarcimento dal comune per una caduta.

Iniziamo col dire che ad oggi è presente una legge che favorisce chi ha subito un danno a causa di un tombino aperto, una buca sul marciapiede, per strada dissestata o semplicemente per mattonelle scivolose ecc.
Quindi se sei vittima di una caduta per insidie stradali ebbene muoversi, ma con prudenza è magari affidarsi a chi sa muoversi in queste acque, a veri e propri professionisti del settore, infatti può capitare che muovendosi da solo molto spesso le domande di risarcimento vengono rigettate e quindi non accolte.
Onde cadere in spiacevoli sorprese è meglio quindi affidarsi a professionisti,  sarai seguito passo per passo.
La legge del codice civile che afferma di poter far causa al comune dice che:
Ciascuno è responsabile del danno causato da cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.
Quindi il comune che di solito è proprietario di quella strada è tenuto a risarcire i danni causati ai passanti.

  • Quindi come procedere?

Toccherà a chi ha ricevuto il danno dimostrare come è avvenuta la caduta, indicare la buca, una grata messa male, se su quella strada non erano presenti luci, un dislivello innaturale del manto stradale soprattutto dare prova del danno avuto e del risarcimento d’avere.
In ogni caso è una procedura non semplice, anche perché sicuramente il comune proverà a difendersi per evitare il risarcimento, quindi la cosa migliore è affidarsi a chi di questo ne fa un lavoro ed sono dei veri e propri professionisti del settore.
Fatto ciò ebbene avere testimoni che hanno visto in quel momento l’accaduto e che quindi possono testimoniare a vostro favore, avere un referto magari di un’autoambulanza che dimostri che a quell’ora ed in quel determinato posto è avvenuto questo spiacevole episodio, bisogna avere tutti i certificati medici, gli scontrini delle medicine assunte, tutti gli accertamenti fatti in seguito alla caduta, il referto della visita medico legale, una volta avuto tutto ciò a tua disposizione bisogna conservarlo per poi presentarlo in sedi opportune, soprattutto per ricevere il risarcimento.

  • Riassumendo

Per ricevere il risarcimento dal comune per la caduta accidentale bisogna:

  • Dimostrare come è avvenuta la caduta e soprattutto il luogo
  • Dichiarare la causa della caduta, se per una buca o altro
  • Dimostrare i danni ricevuti dalla caduta
  • Accertarsi che nel posto dove è avvenuta la caduta fossero presenti testimoni
  • Conservare tutti i documenti necessari per la richiesta di risarcimento( certificati medici, scontrini medicine,ecc.)

Fatto ciò bisogna fare una diffida al comune tramite raccomandata con tutti i dati utili compresa relazione medico legale, e somma di risarcimento. Molto probabilmente come spesso accade il comune non risponde è quindi bisogna percorrere strade più articolate, quindi molto difficili se non si conoscono determinati argomenti.
Può sembrare a primo acchito una procedura semplice, ma presenta molto spesso molte insidie, per questo il nostro consiglio e di affidarti a veri professionisti che seguiranno passo dopo passo con estrema attenzione la tua richiesta di risarcimento, infatti faremo già dall’inizio una perizia perfetta dell’accaduto.

Avere la Sicurezza del risarcimento dopo un incidente stradale

Se vogliamo essere certi del risarcimento del nostro incidente stradale, dobbiamo rivolgerci, a personale specializzato come Difeso e Risarcito.

Rivolgendoci a Difeso e Risarcito ti dà sicurezza.

Rivolgendoti a noi non dovrai pagare nulla.
Difeso e risarcito si occupa di tutte le spese anticipandole, ti saranno chieste, solo al momento che sei stato risarcito, non paghi nulla.

Difeso e Risarcito è dalla tua parte, i periti che si occupano del tuo risarcimento, vengono pagati solo a risarcimento liquidato, se vuoi essere sicuro, di essere risarcito rivolgiti a noi esperti di fiducia Difeso e Risarcito

Come ricevere il risarcimento per incidente stradale

Nell’incidente stradale bisogna tenere presente alcuni comportamenti essenziali, indichiamo quali sono.

Anche se presi dal caos dell’incidente,è essenziale mettersi in sicurezza,dopo di che controlliamo se vi sono feriti, soccorriamoli subito. Per poi chiamare eventuali soccorsi, se necessitano, le forze dell’ordine.

Tali comportamenti sono fondamentali, perché rappresentano il grado di civiltà dell’individuo stesso, coinvolto nell’incidente
Essendo, il soccorso un obbligo di legge, l’omissione di soccorso è punita severamente per legge(vedi codice penale).

Il risarcimento del sinistro stradale

Dopo l’incidente, bisogna pensare al risarcimento del sinistro a eventuali danni avuti.
Lo stress dell’incidente ci fa perdere il controllo e spesso, dimentichiamo di annotare i dati delle persone che erano presenti all’accaduto incidente.

Quando la dinamica dell’incidente è Offuscata, e chi ci ha arrecato danno non si prende le proprie responsabilità, è fondamentale la presenza di un testimone, che può narrare l’accaduto.In questo caso i testimoni sono diventati essenziali, per l’eventuale risarcimento.
I testimoni devono essere indicati subito, nell’immediatezza del fatto(incidente)perché una legge del 2017 che tutela le compagnie assicurative contro la frode, vieta la comparsa di testimoni, trascorso molto tempo dall’incidente

Il sinistro va denunciato subito all’assicurazione

La denuncia deve essere fatta il prima possibile, elencando all’assicurazione il sinistro, e tutti i fatti con la dinamica dell’incidente,
con tutti i dati inerenti i testimoni, specificando i particolari che possono aiutarci a chiarire la responsabilità del sinistro.

I danni materiali o fisici provocati dal sinistro

Per danni materiali, si intende tutto ciò che danneggiato materialmente, come auto moto, insegne stradali ecc.
per danni fisici, sono i danni sulle persone coinvolte nel sinistro.
I danni dell’incidente sono valutati e affrontati in modo diverso per il risarcimento, in base ai danni materiali o fisici.

I danni materiali saranno stabiliti da un perito, che valuterà, se il risarcimento dell’auto, sia adeguato al valore effettivo dell’auto, se, il veicolo ha un danno superiore al valore del veicolo, l’assicurazione coprirà i costi solo sul valore del veicolo.
Anche se una recente sentenza del 2017 del dott.Ilario Giuseppe Longo afferma, che il risarcimento deve avvenire sull’incidente stradale in modo totale cioè dovrà essere risarcito per intero qualunque sia il valore del veicolo.
Si dovrà portare in causa la compagnia assicurativa per essere risarciti , ma questo procedimento, non assicura la certezza del risarcmentoi.

Il risarcimento sui danni fisici, per incidente stradale, verrà risarcito in base a determinate tabelle solo quando l’individuo coinvolto nel sinistro sarà guarito del tutto.

I dati dell’infortunio,sono redatti da un medico legale che dichiarerà la gravità delle lesioni fisiche, e l’età dell’infortunato,questi dati verranno inserite nelle tabelle, che serviranno al risarcimento per incidente stradale.

Il periodo di tempo che passa per essere risarciti dall’assicurazione per infortunio stradale, dipende da vari fattori, come la dinamica dell’incidente, le persone coinvolte il numero delle auto danneggiate e le eventuali responsabilità.

Non vi sono tempi previsti per i risarcimenti stradali, per incidenti mortali passano anche anni, per i tribunali sovraccarichi di lavoro.

Chiedere alla propria assicurazione il risarcimento per incidente stradale

Quando facciamo un incidente, molte persone lo dichiarano all’assicurazione chiedendo il risarcimento questo è sbagliato.

Chi vi ha fatto la polizza assicurativa non ha alcun potere sul risarcimento del sinistro, infatti i tempi sono lunghissimi, chi si occupa del risarcimento è l’ufficio liquidazioni perciò è inutile rivolgersi all’assicurazione

Purtroppo scopriremo con tanto dispiacere, che l’assicurazione ci aiuterà poco ,perchè ci sconsigliano persino di andare in causa,perchè se perdono ,ci dovranno pagare, sarebbe anche giusto ma non funziona così purtroppo.

Rivolgerci a un professionista è la cosa giusta da fare per essere risarciti.

Affidarci a personale esperto del settore per essere sicuri che i nostri diritti siano difesi perché ne abbiamo diritto. quindi avendo a che fare con le compagnie assicurative, che devono quadrare i bilanci ma dimenticano il cliente, anche noi affidiamo la nostra causa a persone qualificate che si occupano dei nostri interessi nel modo migliore,

Come aprire un bar: guida rapida

Una ricerca del 2018 ha svelato che in Italia ci sono quasi 150.000 bar, per un volume di affari che supera i diciotto miliardi di euro. Questo tipo di esercizio commerciale è uno dei più amati dagli italiani, perché è la tipologia di locale più adatto a trasformazioni e sperimentazioni e che si presta alle idee e ai desideri di chi vuole gestirne uno. Ci si può sbizzarrire sui servizi da offrire ai clienti, sugli arredamenti, perfino sull’abbigliamento dei dipendenti. Come per qualunque altro esercizio commerciale, però, anche per aprire un bar ci sono degli step precisi e obbligatori da seguire, sia prettamente burocratici che inerenti alla preparazione di chi vuole gestirlo. Chi non ha esperienza nel settore, infatti, deve obbligatoriamente partecipare a un corso di formazione sul commercio alimentare riconosciuto dalla Regione di residenza oppure dimostrare di aver lavorato, negli ultimi cinque anni, per almeno due in aziende del settore.

La burocrazia

Come per qualunque altra attività commerciale, anche per aprire un bar bisogna rispettare le leggi e i regolamenti del settore. Prima di tutto, il titolare (o i titolari) dovrà aprire una partita IVA (singola o come società) e iscriversi al registro esercenti il commercio (REC). Il locale che si è scelto dovrà, naturalmente, essere a norma e rispettare i requisiti indicati dalla legislazione locale (comunale o regionale). Una volta compiuti questi passi iniziali, bisognerà presentare al Comune il modulo di inizio attività e la richiesta di autorizzazione a esporre l’insegna e ottenere il certificato HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points ovvero Analisi dei Pericoli e dei Punti Critici di Controllo). All’Agenzia dell’Entrate, invece, va presentata la domanda per la vendita di alcolici, mentre alla SIAE andrà il contributo per lo sfruttamento di immagini o musica. Infine, solo per i locali più grandi di 450 mq, andrà richiesta, ai vigili del fuoco, la certificazione anti-incendio.

I costi

Economicamente, aprire un bar è alla portata di tutti, perché i costi dipendono dalla tipologia del locale, dalla sua grandezza e dalla zona in cui questo viene aperto. Se in un piccolo paesino bastano anche 10.000 euro, in una città si parte da una base di 50-60.000 fino a un massimo di 100-120.000. Una soluzione più economica, molto utilizzata nei grandi centri urbani, è il franchising, un modo per limitare i rischi di impresa e avere una costante assistenza nel delicato processo di apertura dell’attività. Affiliarsi a un marchio già esistente è, in molti casi, un vantaggio per l’imprenditore che, oltre a usufruire di costi più bassi, formazione e forniture, può partire da una base più solida e sfruttarne la popolarità.

Gestione di un bar

Quando si ha a che fare con un’attività commerciale, è basilare saperla gestire nel migliore dei modi. Ciò è ancora più importante per i bar, luoghi in cui il rapporto col cliente è essenziale. Il bar, infatti, è sempre stato considerato un luogo di incontro in cui si socializza e ci si confronta su qualsiasi argomento, dal più elevato al più spicciolo. Per questo motivo, chi lo gestisce deve avere una grande capacità di empatia e disponibilità e deve saper trasformare la propria clientela in una seconda famiglia.

I benefici del noleggio a lungo termine senza anticipo

Comprare una nuova automobile o cercare delle possibili soluzioni alternative? Ultimamente molti automobilisti si pongono questa domanda prima di fare il “grande gesto”.

Una delle soluzioni plausibili la troviamo esattamente nel noleggio a lungo termine, che porta numerosi vantaggi, infatti, attraverso questa forma di “abbonamento” l’azienda, o il privato, entra in possesso del veicolo per tutto il periodo di validità del contratto, pagando una quota mensile che prevede all’interno tutti i costi, sia ordinari che straordinari.Attraverso il noleggio a lungo termine si evita di impegnare il proprio denaro nell’acquisto del veicolo, inoltre, non essendo i legittimi proprietari non sarà più necessaria l’ordinaria gestione del mezzo, dunque spese assicurative, manutenzione dell’auto, bollo.

L’automobile è inoltre coperta da furti, incendi o guasti.

Il noleggio a lungo termine si sta facendo strada nel mercato, inserendosi facilmente nelle soluzioni di routine per numerose aziende, che noleggiano l’auto per l’effettivo periodo di utilizzo pagando un canone.

Il noleggio a lungo termine, sia per privati che per aziende è una valida alternativa al ricevere un’auto nuova. Attraverso la quota mensile ti godrai la tua nuova automobile con tutti i servizi inclusi nel prezzo del noleggio.

Differentemente dal noleggio a breve termine, quello a lungo termine prevede un contratto stipulato con la concessionaria che va dai due ai quattro anni. Il pagamento – mensile – va concordato con l’operatore e comprende ogni quota accessoria o obbligatoria.

Il chilometraggio dell’automobile è definito in sede di contratto, e chilometri in eccesso o in difetto verranno fatturati o detratti dalla spesa totale.Il fruente del servizio, attraverso il noleggio a lungo termine si solleva da ogni responsabilità relativa alla gestione dell’auto.

I numerosi vantaggi e l’enorme passo avanti nella richiesta del servizio ha spinto molte concessionarie ad offrirlo, che si avvalgono dei siti web per la distribuzione; tra questi “www.totalrent.it” offre un’ampia scelta di autovetture, e inoltre è possibile fare delle richieste allo staff per poter trovare esattamente ciò di cui si ha bisogno.

Conclusivamente, come riassumere i vantaggi del noleggio a lungo termine, e perché preferire questa soluzione al classico acquisto dell’automobile?

In primo luogo, i vantaggi economici sono da considerare, in quanto tutte le spese di gestione dell’auto sono coperte dall’ente che offre il servizio, così come ogni spesa assicurativa relativa al mezzo;

Tra i vantaggi operativi, troviamo la possibilità del cliente di essere seguito e consigliato passo passo nelle scelte riguardanti il servizio;
Ultimi, non per importanza, i vantaggi gestionali in quanto, mensilmente, il canone comprende ogni spesa per la gestione dell’auto.

Il canone viene deciso in sede di contratto, influenzato dalle caratteristiche della vettura, e comprende ogni servizio relativo all’abbonamento, per cui il cliente non verrà chiamato a versare periodicamente ulteriori quote.Il noleggio a lungo termine presenta vantaggi fiscali per le aziente, che in relazione alla durata del contratto attuare forme di risparmio scaricando l’IVA.

Facility management informatico: di che si tratta

Con le nuove tecnologie e l’uso di strumenti sempre più avanzati, i luoghi di lavoro stanno subendo dei cambiamenti drastici, spesso poco confortevoli e comodi per i lavoratori. Lavorare in un ambiente ordinato e dove tutto è a portata di mano dovrebbe essere l’ideale per chiunque.

Tra le altre cose, la gestione di un’azienda richiede la supervisione di alcune funzioni piuttosto importanti, come quello della fornitura di energia elettrica, della linea telefonica e di tutti quei servizi che servono a mantenere in funzione un edificio e la sua struttura.

Per questo negli ultimi anni sono nate delle figure professionali che hanno questo compito, svolgendo quel lavoro che viene definito come Facility management industriale. Un tipo di lavoro che serve proprio a
Ma di cosa si occupa nello specifico un Facility manager e quali sono i doveri a cui deve assolvere?

Vediamo di fare un po’ di chiarezza su questa nuova figura professionale, in modo da capire quali sono le sue reali funzioni e i possibili sbocchi lavorativi.

Per Facility Management si intende una specifica funzione all’interno di un’azienda che ha il compito di gestire e coordinare gli spazi di lavoro, rendendoli comodi e funzionali per i lavoratori, sempre tenendo a mente le esigenze e gli obiettivi dell’azienda.

Questo significa che la figura del facility manager deve occuparsi del buon funzionamento della rete di telecomunicazione, della rete telefonica, della sicurezza aziendale e di quella dei lavoratori, della manutenzione, del servizio mensa, degli uffici e di tutte le comodità e funzioni per il corretto svolgimento delle attività lavorative.

Quindi in sostanza il Facility Manager svolge tutte quelle attività legate alla gestione dell’edificio, tra le quali rientrano anche i servizi di elettricità, gas, luce, impianti idraulici e così via.

La figura del facility manager può essere interno all’azienda oppure essere un professionista esterno ingaggiato appositamente per svolgere queste mansioni. Esso garantisce alti livelli di professionalità per la gestione dell’azienda e dei suoi uffici, mantenendo un budget basso e in linea con le esigenze del cliente.

Per poter lavorare in maniera professionale e mirata, il facility manager si avvale di un metodo di lavoro che prevede le seguenti attività:


• progettazione e pianificazione dei vari servizi a supporto del processo lavorativo dell’azienda
• aumento dell’efficienza nel processo produttivo dell’azienda
• fare in modo che l’azienda si adegui alle esigenze di mercato

Agendo in maniera strategica, analitica, e gestionale, il facility manager si incarica di trovare i servizi necessari all’azienda per portare avanti il business, analizzando quindi i costi e il budget necessario.

Attraverso colloqui con i lavoratori riesce ad individuare quali sono li aspetti da migliorare per rendere il posto di lavoro più confortevole e funzionale, e attraverso i dati analizza i benefici dei cambiamenti apportati, controllando l’aumento della produttività.

Tra i compiti richiesti c’è anche quello della gestione dei vari servizi di facility aziendali, decidendo di volta in volta quanto e come erogarli nei vari settori. Un lavoro piuttosto impegnativo ma altrettanto interessante che attualmente trova sbocchi in molti campi.

Per approfondire: vedere il sito SMI.

Corso di formazione ADAP: come sceglierlo

Il centro di formazione professionale ADAP è presente in Calabria con ben 3 sedi:

COSENZA

COSENZA, Via Reggio Calabria, 12

Tel. 0984.21573 – info@adapformazione.it

REGGIO CALABRIA

REGGIO CALABRIA, Via Mattia Preti, 1d

Tel. 0965.897622 – adaprc@libero.it

CATANZARO

CATANZARO, Via Lucrezia della Valle

Centro Lucrezia, 1° piano

Tel. 0961.050966

Seguite da ben 52 docenti qualificati, le 5000 persone che fino ad oggi si sono rivolte a questo ente formativo hanno potuto scegliere tra una vasta gamma di percorsi didattici.

Ogni percorso è utile per aiutare i corsisti ad acquisire una nuova e seria professionalità:

Corsi Area ESTETICA & BENESSERE

La bellezza ed il benessere oggi sono molto importanti, ed avrai la possibilità di guidare i tuoi clienti a raggiungere i loro ideali fisici diventando Estetista, Make Up Artist-Truccatore, Parrucchiere – Acconciatore.

Questo tipo di lavoro apre moltissime strade: potrai lavorare in un negozio tuo, come dipendente, in un centro commerciale, a casa tua, ecc.

Corsi Area SOCIO-SANITARIA EDUCATIVA

Nel mondo della attività sociali e non è indispensabile una formazione seria che ci permette di diventare, ad esempio, Tecnico dell’Animazione Socio Educativa.

corsi formativi in Calabria

Ma apre anche molte altre strade, come ad esempio quella di Assistente di Studio Odontoiatrico.

Corsi Area DESIGN & GRAFICA

Formati nel mondo delle Arti grafiche e Design per diventare Interior Designer, Grafico & Visual Designer.

Tutte posizioni molto ambite e molto in voga in questi tempi, visto che possono essere utili per lavorare online, aprendoci al mondo di internet e dei social.

ALTRI CORSI

I prossimi corsi di formazione speciali e ogni cosa che può servire per arricchire la vostra esperienza.

CALENDARIO CORSI

Collegati al sito dei corsi di Formazione ADAP e troverai, oltre a moltissime informazioni indispensabili, anche il calendario dei corsi in programma.

Inoltre potrai leggere numerose testimonianze che ti aiuteranno a capire se e quanto questi percorsi facciano per te.

E per la parte economica? Non spaventarti subito ma prima rifletti:

-questi corsi ti aiuteranno a trovare un lavoro in fretta, quindi potrai rientrare delle spese effettuate senza troppa difficoltà

-a seconda del corso che ti interessa e che sceglierai, potrai avvalerti di aiuti economici in veste di agevolazioni

COME INFORMARSI

Per capire se questa possa essere la nostra strada è attivo un numero verde da poter contattare liberamente e capire così di più su questo mondo: potremo chiedere informazioni sui costi, sui calendari oltre alle modalità di iscrizione.

Scuola di tango: i corsi a Torino

Per i torinesi amanti del tango, nella loro città si trova la Scuola di danza e ballo Sampaoli. Fondata nel 1948, questa scuola è diventata negli anni un punto di riferimento per gli appassionati di ballo e ottenendo numerosi consensi e apprezzamenti dagli esperti del settore.
Numerosi sono gli stili di danza che vengono insegnati alla Sampaoli, senza distinzione di livello di bravura o abilità.

Il tango argentino a Torino

Il tango argentino è il ballo che più di ogni altro trasmette sensualità, passione e, nell’immaginario collettivo, è il ballo dell’amore.
Presso la Scuola di danza e ballo Sampaoli vengono adibite classi di studi per questo particolare ballo. Si tratta sempre di corsi a numero chiuso e non è essenziale presentarsi in coppia. Sarà infatti cura degli organizzatori controllare che vi sia un ugual numero di partecipanti uomini e donne, per poter così creare le coppie.
Le lezioni di tango impartite nella scuola sono suddivisibili in tre diversi livelli: principiante, intermedio e avanzato. In questo i partecipanti avranno sempre la certezza di apprendere passi e coreografie adatti alle loro capacità, favorendo sia il divertimento che l’apprendimento.
Qualora si fosse intenzionati a prendere parte alla classe di danza di tango argentino ma si fosse certi del proprio livello, è possibile effettuare una prova gratuita che, oltre a mostrare l’evolversi delle lezioni, sarà indicativa circa le doti individuali.

Kizomba: il parente stretto del tango argentino

Non solo tango argentino! Presso la Scuola di danza e ballo Sampaoli si organizzano lezione anche di kizomba, un ballo di coppia molto simile al tango che, negli ultimi anni, sta prendendo sempre più piede a livello internazionale. Sebbene sia uno stile di ballo proveniente dall’Angola, il kizomba ha subito molte influenze dal tango e dal merengue.
In virtù della sua costante diffusione e fama, la scuola Sampaoli organizza corsi specifici per introdurre a questa novità.

L’organizzazione dei corsi alla Sampaoli

I corsi monotematici organizzati dalla scuola, come quello dedicato al tango argentino, hanno prevalentemente una durata bimestrale con una frequenza minima di una volta alla settimana. Tale frequenza garantisce un buon livello di apprendimento ed esercizio costante.
È possibile iscriversi a corsi di gruppo o a quelli individuali. La Sampaoli, inoltre, organizza lezioni speciali per bambini e ragazzi a costi decisamente vantaggiosi.
Per i ballerini che desiderano ricevere una preparazione particolare al fine di prendere parte a competizioni di danza, questa scuola di tango a Torino organizza percorsi specifici per tali esigenze, diretti ai ballerini di tutte le età.