LG G2: uno dei migliori smartphone in circolazione

Il G2, il nuovo telefono di casa LG, è un ottimo prodotto e può facilmente diventare uno dei migliori smartphone sul mercato, grazie alle novità inserite in questo nuovo smartphone dalla casa produttrice.

lg-g2Novità che saltano subito all’occhio già all’accensione del dispositivo, in quanto il tasto preposto per questa funzione,è posto non più di lato bensì sul dorso del telefono, dove sono stati sistemati anche i tasti per aumentare o diminuire il volume dell’audio. Il telefono è dotato di un plug da cui si può estrarre il carrellino per inserire comodamente la SIM, oltre al secondo microfono incorporato, situato a fianco della porta infrarossi per comandare eventuali apparecchi. Sul dorso troviamo un buon flash e una bella fotocamera da 13 MegaPixel, davvero ottima sia per fare video che per le foto. Accanto alla classica porta Micro-USB troviamo gli altoparlanti, il microfono primario e il jack per le cuffie. Il telefono è dotato anche di una buona fotocamera interna da 2,1 MegaPixel, posta di fianco ai sensori di luminosità e di prossimità.
La batteria, sfortunatamente, non è removibile ma offre comunque una buona durata, garantendoci la possibilità di utilizzare il telefono per tutta la giornata senza correre il rischio di scaricarlo troppo.
Il display è ottimo, luminoso, ben realizzato, da 5,2 pollici, full HD, permette di vedere i video in alta risoluzione senza alcun problema o sgranatura.
Il processore è uno snapdragon da 2,3 Ghz, quadcore, permette di far girare sul nostro dispositivo qualsiasi applicazione senza creare problemi. Supporta fluidamente anche gli ultimi giochi usciti sul Market Android ed ha una potenza computazionale molto elevata, il che lo rende un “mini computer” tascabile.

Ottima la personalizzazione, tantissimi menù e impostazioni che permettono all’utente di settare il telefono come più gli piace.
Apprezzabile la possibilità di poter accedere alla modalità “ospite” semplicemente scorrendo con il dito sullo schermo. Molto utile se vogliamo prestare il cellulare ad un amico o a nostro figlio e vogliamo permettergli solo di utilizzare determinate applicazioni.
Il telefono ha come memoria interna 16 o 32 GigaByte, a seconda della versione del telefono acquistata.
Il software è la versione 4.4.2 di Android, con la possibilità di aggiornarlo alle versioni successive quando usciranno. Attualmente sono stati riscontrati pochissimi bug, che verranno sicuramente corretti in futuri aggiornamenti, e ciò fa ben sperare i possessori del G2.
Interfaccia ottima e molto “user friendly”, anche qui largo spazio alla personalizzazione con la possibilità di cambiare a piacimento il colore delle cartelle, la grandezza o l’immagine dell’icona. Possibilità di navigare agevolmente tra le applicazioni senza intoppi grazie alle qualità tecniche del dispositivo, ottima anche la navigazione in Internet.

Presente inoltre il Q-Slide, implementato ottimamente, una comodità in più che sicuramente ci sarà utile in diverse occasioni.

La parte telefonica è davvero ottima, vivavoce leggermente gracchiante, buona ricezione, tastiera bella grande sia per digitare i numeri che per inviare i messaggi, peccato per lo spazio “sprecato” dai 3 tasti nella parte bassa dello schermo.

In definitiva il nuovo telefono G2 di casa LG non delude per nulla le aspettative dei compratori, anzi implementa tante novità utili e sicuramente apprezzabili. Il rapporto qualità/prezzo è ottimo. SmartPhone consigliato sopratutto agli amanti delle applicazioni e della navigazione in Internet.

AAMS e la sicurezza dei siti di scommesse online

aamsL’AAMS è l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, cioè l’ente che fa da garante per i cittadini, riguardo la legalità e la sicurezza inerenti alle scommesse e ai giochi a premi in generale, tra cui quelli svolti via internet. Le scommesse riguardo gli eventi sportivi, sono sempre più scelte dai giocatori, per via della comodità di effettuare le giocate direttamente da casa propria e di ricevere velocemente i pagamenti su carta di credito.
Essendo il mondo delle scommesse online poco sicuro e soggetto a diversi rischi, tra cui mancati pagamenti e utilizzo improprio dei dati personali, lo Stato italiano, per tutelare i propri cittadini, ha stabilito delle regole ferree. Il controllo sulle agenzie di scommesse avviene in diversi modi.

Innanzitutto, in Italia, per esercitare legalmente l’attività di bookmaker online, è necessario disporre di una licenza rilasciata regolarmente dall’AAMS e che sia in corso di validità. Per ottenere la suddetta licenza, sono richiesti alcuni requisiti. Innanzitutto l’agenzia che offre l’opportunità di scommettere online su eventi sportivi, deve obbligatoriamente aprire la partita IVA e iscriversi alla Camera di Commercio. Il richiedente deve inoltre possedere delle garanzie bancarie equivalenti al fatturato dichiarato nei precedenti due anni ed effettuare un versamento ai Monopoli di Stato di 350.000 euro.

Se il bookmaker è straniero, deve aver operato nel settore delle scommesse online a livello europeo per un periodo minimo due anni e aver dichiarato un fatturato di almeno 1.500.000 di Euro negli ultimi due esercizi. Infine, la società che fa richiesta all’AAMS deve essere in grado di dimostrare l’idoneità tecnica della propria struttura e della propria piattaforma informatica.

Una volta dimostrato di possedere i requisiti burocratici, finanziari e tecnici, il sito di scommesse online deve rispettare delle precise direttive, pena la revoca della licenza. L’agenzia di scommesse online deve impegnarsi a stipulare con ogni giocatore un regolare contratto, i cui dati dovranno essere prontamente trasmessi ai server dell’AAMS, così come è obbligatoria la comunicazione dei movimenti del conto e delle giocate effettuate da ciascun scommettitore.

Ogni scommessa deve essere registrata con un numero univoco, il quale conferma che la giocata è stata comunicata e quindi autorizzata dall’AAMS. Attraverso il controllo sui movimenti del conto, effettuabile in qualsiasi momento da parte dell’AAMS, il giocatore ha la certezza che i soldi depositati sul sito siano sempre al sicuro, in quanto sotto la vigilanza dei Monopoli di Stato.
Attraverso questi accertamenti, lo scommettitore è tutelato da possibili truffe e mancati pagamenti relativi alle vincite. Inoltre, in caso di qualsiasi tipo di problema di carattere legale, il giocatore può adire agli organi italiani competenti. In più i bookmakers online riconosciuti dall’AAMS, hanno l’obbligo di fornire un’assistenza al cliente completamente in lingua italiana, in modo tale che gli scommettitori possano prontamente e agevolmente, segnalare eventuali problemi tecnici.

Scegliere di scommettere online attraverso un’agenzia riconosciuta dai Monopoli di Stato, significa avere la garanzia che i propri dati e i propri soldi siano al sicuro, tutelati e protetti dallo Stato italiano.

Il campione del mondo motogp Marc Marquez

Marc Marquez, ovvero l’Enfant pordige, la leggenda più giovane che abbia ma corso su due ruote, in tre parole Il Campione del Mondo. Gli aggettivi e i complimenti si sprecano per un talento del suo calibro, capace di infrangere a soli vent’anni un numero di record che la maggior parte dei piloti professionisti si sognano di poter anche minimamente avvicinare.

‘La motoGp sarà tutt’altra cosa rispetto alla Moto2 – gli dicevano – là si che sarà dura imporsi, figuriamoci al primo anno. Tra Lorenzo, Pedrosa e Rossi, assetati di successi come non mai, sarà già un gran risultato riuscire a vincere qualche gara’. Nonostante ciò, sappiamo benissimo come sono andate le cose. Sedici gare disputate su diciotto disponibili – un ritiro e una squalifica – sei vittorie, sei secondi posti e quattro medaglie di bronzo: un bottino che ha fruttato la bellezza di 334 punti, sufficienti a strappare il titolo nientemeno che al campione in carica, il maiorchino Jorge Lorenzo.

sport

A guardare i punti di distacco – soltanto quattro – sembrerebbe quasi che si sia trattato di una lotta all’ultimo sangue. In realtà non è andata proprio così, perché a tre gare dal termine del campionato di motociclismo Marquez aveva ben 43 punti di vantaggio. Ed in quel punto della stagione, il pilota di Cervera avrebbe potuto solamente perderlo da solo quel mondiale ampiamente meritato. Nel primo terzo di campionato Marquez non aveva sfigurato: forse era ancora un poco acerbo per la classe regina, sebbene la vittoria era arrivata già nel secondo appuntamento, in programma ad Austin in Texas.

Dopo tre terzi posti, due seconde piazze, una vittoria e un ritiro arriva la svolta: Marquez infila quattro successi consecutivi e balza in testa al mondiale. Sachsenring, Laguna Seca, Indianapolis e Brno sono un poker di capolavori, seguiti da tre secondi posti e un’altra perla conquistata per giunta in casa, nel Gp d’Aragona. Lorenzo sembra aver perso ogni speranza, la matricola Marquez sorprende gara dopo gara, ma una squalifica nel Gp d’Australia, in quel di Philip Island, riapre clamorosamente i giochi. Colpa di una cattiva organizzazione del team, che lo lascia in pista qualche giro di troppo prima di effettuare il cambio gomme previsto dalla direzione gara. 0 punti in classifica contro i 25 di Lorenzo, che spera nel miracolo.

Ma Marquez è il predestinato, e la sua determinazione lo porta a gestire le forse nelle ultime due gare, in cui centra un secondo ed un terzo posto, diventando così il pilota più giovane della MotoGp a raggiungere la vittoria iridata, per giunta nell’anno d’esordio. Marc Marqueza Alenta, un metro e sessantotto centimetri di statura per cinquantanove chili di peso, conosce già i colori dell’ìride. Infatti, a dispetto della sua giovane età, ha già conquistato due titoli mondiali nelle classi Moto2 e Moto3, rispettivamente nel 2010 e nel 2012. La sua vittoria nella quarto di litro sarebbe potuta arrivare già nel 2011, ma per via di un infortunio dovette rinunciare alle ultime due gare, consegnando di fatto il campionato al tedesco Stefan Bradl.

Nella stagione in corso il campioncino ha dichiarato di voler provare a vincere tutte le gare in calendario, e osservando i suoi primi risultati – due vittorie su altrettanti Gp – le prospettive sono piuttosto rosee.

Vedremo cos’altro ci riservano le bellissime e nuovissime gare di motociclismo visibili anche online sul sito di sport più in voga e più apprezzato.

 

 

Le tecniche per sedurre e piacere ad un uomo

Piacere a un uomo può e deve essere una cosa del tutto naturale che prescinde qualsiasi regola o schema, soprattutto dal momento che tutto è soggettivo e un punto forte per una donna può non esserlo per un uomo.

E’ bene però che le donne sappiano che gli uomini sicuramente cercano in ognuna dei punti di forza comuni che andremo ad elencare qui di seguito ma che sono spiegati più esplicitamente a QUESTO LINK, qui di seguito prenderemo in esame alcuni punti generalmente:

– il viso : in questo caso ci viene in aiuto anche la psicologia che ci dice che un viso di una donna sia più particolare se evidenzia tratti infantili o comunque giovanili rispetto a dei tratti che evidenziano i segni del tempo. Inoltre, le sopracciglia ad una certa altezza e un bel sorriso trasmettono sicuramente emozioni in senso positivo quali una spiccata sensibilità e un vivo calore. Una ricerca ha riscontrato che gli uomini sono attratti da donne giovani e belle e soprattutto da un viso in gran forma. Ciò non vuol dire che per capire se si piace o meno ad un uomo la ruga sul viso possa fare la differenza se non si è più tanto giovani. I studi evidenziano solo una parte degli uomini e l’altra parte?;

– i movimenti : il linguaggio del corpo e come una donna si muove può essere determinante per un consenso positivo da parte dell’uomo. Certamente un modo di muoversi in maniera fine ed educata può attrarre di più rispetto ad un movimento grezzo e poco femminile. Se si possiedono, inoltre, movimenti del tutto soggettivi trasmettiamo un ulteriore segnale positivo che caratterizza e mette in mostra rispetto ad altri tipi di donna ;

-l’atteggiamento : essere troppo disponibili o non esserlo per niente nei confronti di un uomo può essere deleterio e rappresentare uno dei motivi per cui l’uomo scappa di fronte la presenza di una donna. La giusta via di mezzo è lasciare intendere qualcosa coltivando sia la speranza sia l’incertezza sull’eventuale sviluppo di un rapporto con l’altro sesso;

-i ruoli: bisogna far sentire l’uomo come tale , deve avere la percezione di essere in grado di difendere la donna e non viceversa. Per capire quindi se piacete all’uomo da sedurre basta guardarlo negli occhi e cogliere le sue emozioni e sensazioni in merito alla situazione che state vivendo;

-il dialogo: avere degli argomenti di cui parlare , magari in comune, rappresenta sicuramente un buon motivo per essere invogliati ad intraprendere la conoscenza di una donna. Meglio non lasciare che si dica tutto al primo incontro, altrimenti sarebbe come scoprirsi del tutto sin da subito;

-il profumo: avere un buon profumo risulta attraente e fissa un buon ricordo di una donna nella mente di un uomo;

-l’abbigliamento: deve essere un modo per esaltare alcuni particolari e nascondere i difetti che si hanno. Non importa la marca, importa come un capo sia indossato e soprattutto il fatto che la donna voglia piacere che lusinga l’uomo. La donna che lascia intendere dall’ abbigliamento, manda all’uomo un segnale positivo e sicuramente lo mette in condizione di dargli un certo tipo di importanza. Allo stesso tempo mettere troppa nudità in esposizione può non piacere all’uomo che si ha davanti in quanto ritenuta troppo esplicita e può lasciar intendere facili conclusioni anche se non si vuole.

– essere se stesse: forse fra le cose finora elencate, è la cosa più importante, dato che l’uomo sente più di tutto la sincerità e non c’è cosa migliore che mostrarsi per ciò che si è veramente , l’unico punto di forza che fa davvero la differenza.

Piccoli consigli quindi per SEDURRE e piacere ad UOMO.

Le migliori tecniche di seduzione

Ne l’ars amatoria Ovidio diceva che “non si desidera ciò che è facile ottenere”. Che gusto ci sarebbe infatti nell’ottenere senza sforzo alcuno le grazie di una donna? La seduzione è un gioco in cui se si è bravi si vince il premio. Come in ogni gioco però ci sono delle regole, o meglio dei trucchi, che possono rivelarsi molto utili, se non indispensabili, durante la caccia.
Non ci sono dubbi, la prima cosa che colpisce è l’aspetto fisico. Questo non significa necessariamente essere dei modelli, ma è buona regola presentarsi avendo un aspetto curato e un atteggiamento molto sicuro.

Capita di incrociare lo sguardo di una donna, che magari lo ricambia. Questo è un ottimo segnale. Se lo scambio dura per 3-5 sec., non esistono scuse, bisogna presentarsi. Iniziamo ad elencare le migliori tecniche di seduzione.

Primo trucco: come rompere il ghiaccio

Inutile dirlo: è l’uomo a dover compiere il primo passo, alle donne piace così. Non lasciare nulla al caso, anche il modo in cui ti avvicini a lei è importante. Alzati e, con fare sicuro, ma mai spavaldo, muoviti verso di lei. Mantieni le spalle dritte e cammina lentamente mentre la guardi.
Ora bisogna dire qualcosa, ma cosa? L’obiettivo iniziale è quello di farla sorridere e iniziare una conversazione.
Se sei alle prime armi, o un eterno timidone, gioca la carta della sincerità e prova con una frase d’apertura simpatica e coinvolgente tipo: “Ciao, non mi viene in mente nulla per conoscerti, se ora prendi tu l’iniziativa, la prossima volta ci penso io!” Sorridi mentre lo dici e lo farà anche lei. Se invece si è già ad un livello di “faccia tosta” avanzata, stuzzicala chiedendole un parere (si sa le donne ne hanno sempre uno su qualsiasi cosa). Un esempio potrebbe essere “Pensavo che tu avessi la risposta al quesito dell’anno: quante possibilità ho di conoscerti?”
Ora, se l’ha presa bene sei seduto accanto a lei e state parlando.

le migliori tecniche di seduzione

Come proseguire?

Parla della tua vita, focalizzati sugli amici, sui tuoi hobbies, parla delle cose più intime, che facciano trasparire le tue passioni. Questo la rilasserà e la farà parlare di sé a sua volta. Ascoltala bene, sarà una miniera di informazioni utili per i prossimi incontri.
Sii solare: alle donne piace l’uomo che le faccia ridere e sorridere. Mantieni un tono di voce caldo e profondo, le donne ne vanno matte! Imita i suoi gesti, ti aiuta ad entrare in sintonia con lei, infatti più la persona ci è vicina, più vuole esserlo.

Una cosa a cui bisogna prestare la massima attenzione è a non cadere nella “zona amici” Cerca il contatto fisico. Sfiorale la mano o il braccio mentre parli, per farle capire che esiste il desiderio e l’interesse ad approfondire la conoscenza.
Arrivati a questo punto è il momento di capire se è andata bene, e se le tecniche di seduzione stanno funzionando e portando a buoni risultati, questo puoi vederlo attraverso alcuni facili segnali. Se durante la conversazione si è avvicinata e ha riso alle tue battute (anche stupide), se si è più volte accarezzata i capelli e le parti sensibili (bocca, collo e spalle) e se si è sporta in avanti mettendo in mostra il seno, allora non perdere tempo: chiedile il suo numero di telefono oppure, se avete già raggiunto una buona intesa, chiedile direttamente di uscire.

Ovviamente deve essere l’uomo a cercare la donna. Evitare tassativamente gli squilli, che mandano un messaggio di insicurezza e immaturità. Chiama dopo due o tre giorni al massimo e non proporre mai di uscire durante il primo contatto.
Ricordati sempre che la seduzione è un gioco, dunque divertiti e sappi che la più grande maestra in questo campo è l’esperienza.

Tutto sul social business

Il social business, conosciuto comunemente come business sociale, è una tipologia di attività imprenditoriale orientata al miglioramento delle condizioni dell’intera società. Attività che ha suscitato molto interesse anche in uno dei più noti imprenditori della città di Roma, Cesare Pambianchi.

Le attività di intervento sono molteplici e coinvolgono generalmente i più svariati settori.

Uno degli esempi più noti di social business è il microcredito, dal quale l’intero social business trae la propria origine.

Il social business è cosa ben diversa dall’impresa sociale, in quanto non ci sono limiti al suo campo di intervento purché rispetti il principio di base che prevede che l’azione imprenditoriale sia rivolta alla generazione di utili come si suppone sia necessario per la sopravvivenza di un’impresa, ma al solo scopo di recupero del capitale eventualmente investito dall’imprenditore inizialmente, mentre la restante quota di eventuali guadagni deve necessariamente essere reinvestita per l’azienda stessa e per gli scopi sociali che essa si prefigge.

Nel nostro paese il social business è ancora poco conosciuto e diffuso anche se diverse esperienze stanno prendendo piede; sono noti ai più alcuni esempi tra i quali lo “Yunus Social Business Center” dell’Università di Firenze che trae il proprio nome da quello di Muhammad Yunus, premio Noble creatore del microcredito, e che lavora nel campo del social business effettuando consulenze e studi a riguardo.

Altra esperienza da segnalare per l’Italia è quella del gruppo “Make a change”, un’associazione responsabile anche del concorso che attribuisce ogni anno un premio dedicato alle nuove attività di social business.

Anche se la diffusione nel mondo è leggermente maggiore rispetto all’Italia, tuttavia il modello del social business stenta ancora a diffondersi massivamente. Importanti esperienze sono segnalate in Francia e in Bangladesh, dove la nascita della “Grameen Bank” è riuscita a ridurre di più di un terzo (del 34% per la precisione) il tasso di povertà nazionale, supportata anche da altre imprese con le stesse finalità di sviluppo sociale. Imprese volte al social business sono inoltre segnalate su tutto il territorio europeo.

L’interesse per il social business è comunque molto diffuso; si pensi che è stato istituito un Social Business European Forum, sintomo che questa innovativa modalità di concezione economica suscita interesse ed è ritenuta praticabile da molti imprenditori.

La grande diffusione dei social network (di Facebook in particolare) e della conseguente attenzione delle aziende a tutto ciò che è social (in primis la reputazione online e la comunicazione con e del cliente), fa si che talvolta “social business” venga utilizzato con l’accezione di business che rivolge la propria attività imprenditoriale anche al mondo dei social network, ma la definizione, come si evince da quanto illustrato fino a qui, è chiaramente impropria e fuorviante rispetto al concetto di business sociale, che se espresso nella nostra lingua aiuta dipanare almeno in parte eventuali dubbi sulla pertinenza del discorso al mondo sociale e non, invece, “social”.

 

Qual è il percorso per diventare avvocato

Una delle professioni più antiche (le prime forme risalgono ai tempi dell’Impero Romano) e allo stesso tempo più ambite è quella dell’avvocato. L’avvocato è per l’appunto un professionista che essendo in possesso dei requisiti previsti dalla legge, non solo difende e rappresenta un imputato nell’ambito di un processo giudiziario ma offre consulenze legali a quanti si rivolgono a lui.

In Italia, l’avvocato viene distinto a seconda del settore per il quale offre il proprio apporto per cui si parlerà di avvocato civilista, avvocato penalista e avvocato amministrativo. Questo da un lato offre maggiore specificità e dall’altro rende, rispetto a quanto avveniva in passato,come testimonia l’avvocato Pacifico, meno ampio il campo di azione e soprattutto richiede un percorso formativo diversificato a seconda della scelta. Da un punto di vista dell’inquadratura lavorativa, l’avvocato è visto come un lavoratore autonomo che deve sottostare a precise indicazioni in merito fissate dalla legge per quanto concerne numero di collaboratori, eventuali associati e fatturato del rispettivo studio.

attilio pacifico

Lasciando da parte questi aspetti, vediamo qual è l’iter formativo che occorre seguire per quanti hanno intenzione di diventare un avvocato. Incominciamo con il rimarcare che la scelta della scuola superiore non inficia in alcun modo su tale aspetto anche se va detto che istituti, come quello tecnico commerciale conosciuto anche con il termine Ragioneria, offre l’opportunità per gli studenti di avere un primo approccio alla variegata materia del Diritto che poi è alla base della formazione dell’avvocato.

Una volta terminata la scuola media superiore la scelta deve essere per forza di cose indirizzata verso la facoltà di Giurisprudenza che può essere frequentata praticamente in ogni Ateneo italiano in quanto tra le più diffuse nel nostro Paese. Quello previsto dalla facoltà di Giurisprudenza è un percorso molto specifico, basato su diversi esami relativi alle varie tipologie del Diritto (Diritto Commerciale, Diritto Civile, Diritto Romano, Diritto del Lavoro, Diritto Penale etc..) ma che naturalmente prevede importanti nozioni su come si svolgono le controversie processuali con cenni storici di come la legge e quindi il diritto si sia evoluto nel corso dei secoli e per la precisione dall’Antica Roma ad oggi.

Va sottolineato come il voto finale della Laura in Giurisprudenza non rappresenti un vincolo per quanto concerne l’iscrizione all’albo. Tuttavia un ottimo voto magari con lode è un biglietto da visita di una certa rilevanza per entrare nell’orbita di importanti studi o magari curare aspetti amministrative di grandi brand commerciali e non. Il post laurea prevede in primis l’iscrizione all’ordine degli avvocati a cui si vuol far riferimento, al fine di conseguire il titolo di praticante Avvocato che conferisce la possibilità ed il diritto di svolgere il cosiddetto Praticantato presso uno studio legale dove occuparsi del settore a cui si è interessati.

In passato la durata minima del praticantato era fissato in tre anni mentre con la Riforma introdotta dal Governo Monti, la soglia minima è stata abbassata a 18 mesi. Terminata la fase di praticantato, è necessario per essere a tutti gli effetti considerato un avvocato, sostenere l’Esame di Stato per l’abilitazione. Esame di Stato che prevede una prima prova scritta che solitamente viene svolta in te giorni consecutivi ed una prova orale che invece viene svolta in un solo giorno.

Per quanto concerne l’abilitazione è opportuno, nonché importante, sottolineare che in Italia può operare a tutti gli effetti da avvocato, anche chi ha conseguito l’abilitazione presso uno dei Paesi Europei per effetto della direttiva emanata in ambito di Liberalizzazioni da parte dell’Unione Europea.

Attività e panoramica generale sul Confcommercio

La Confcommercio(Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle PMI) è l’organismo che rappresenta le aziende che operano nel commercio, nel turismo e nel settore terziario. Ad essa sono associate circa 700.000 imprese e opera sia a livello territoriale, mediante le sedi dislocate nelle varie provincie, sia a livello nazionale mediante le organizzazioni nazionali di categoria. Oltre alle sedi dislocate nelle regioni e nelle provincie, la sede centrale si trova a Roma, in piazza G.G. Belli.

La Confcommercio è stata istituita per la prima volta a Roma in data 29 aprile 1945. Prima di questo evento, ed in preparazione ad esso, erano stati tenuti due convegni, il primo a Napoli nel mese di novembre del 1944 ed il secondo a Reggio Calabria nel gennaio del 1945. Tale confederazione originariamente era costituita dalle Associazioni dei Commercianti, 38 complessive, di cui 24 provinciali e 14 nazionali.

Il primo presidente ad essere eletto alla guida della Confcommercio fu Amato Festi, dopo di lui tanti si sono succeduti alla guida dell’ente come il Dott. Cesare Pambianchi XI Presidente, per poi arrivare al 2006, anno in cui è stato eletto l’attuale presidente Carlo Sangalli(nel 2010 gli è stato conferito il secondo mandato).

La Confcommercio è guidata dal consiglio confederale, composto dal presidente confederale Carlo Sangalli, dai membri della giunta confederale e dai consiglieri eletti dall’assemblea.

Le associazioni che fanno capo alla Confcommercio sono innanzitutto le Unioni Regionali(una per ogni regione), le organizzazioni provinciali(che operano all’interno del territorio di loro competenza) ed infine le varie associazioni nazionali di categoria. Associati a Confcommercio troviamo anche Terziario Donna, l’organizzazione che rappresenta le imprenditrici italiane con a capo il presidente Patrizia Di Dio, e il Gruppo Giovani Imprenditori, nato nel 1988 per rappresentare i giovani imprenditori(under 42) operanti nel commercio, nel turismo e nel settore terziario. Il suo attuale presidente è Alessandro Micheli.

Le attività principali della confederazione consistono nella gestione di tutte le tematiche relative al turismo, ai trasporti e alle infrastrutture. Inoltre assiste tutti i suoi aderenti in materia previdenziale e sociale e opera anche a livello commerciale, fiscale e creditizio.

Recentemente, per affrontare la crisi economica che sta affliggendo l’Europa, ma soprattutto l’Italia, tanti sono stati gli appelli della Confcommercio nei confronti del governo, al fine di supportare le imprese italiane che si trovano sempre più in difficoltà. La ricrescita economica è stato l’argomento principe anche dell’ultima conferenza stampa tenuta dal presidente Sangalli, durante la quale ha ribadito come sia necessario ridurre il carico fiscale, al fine di aiutare le imprese e far ripartire l’economia.

In pratica tutti coloro che gestiscono un’azienda non possono fare a meno di aderire alla Confcommercio, tramite essa si può ottenere supporto in tantissimi ambiti, tutto questo al fine di agevolare e tutelare l’attività di ogni commerciante.

 

Il nuovo tecnologico utilizzo dei faretti led da incasso

I faretti Led da incasso, come accennato nel nome, si appoggiano alla tecnologia LED, ovvero Light-Emitting Diodes. Il Led non è altro che un componente elettronico, il cui funzionamento dipende dal fatto che il passaggio di una piccola corrente favorisce l’emissione di una luce priva di raggi ultravioletti ed infrarossi, e un’accensione immediata. Questi faretti possono avere vari utilizzi, sia per esterni che per interni, a seconda della creatività di chi li sceglie.

Tecnologia e vantaggi.

La luce a LED è la nuova frontiera dell’illuminazione, e questo per svariati motivi. Innanzitutto è più efficiente per quanto riguarda il risparmio energetico. Sicuramente, nel momento in cui scegliamo le modalità di illuminazione per la nostra casa, non possiamo non tener conto di questa variabile importante. Se utilizziamo una luce a LED dal consumo di circa 17 W, e se ipotizziamo un costo dell’energia elettrica pari a 0,15 €/kWh con uso medio di 6 ore al giorno, il consumo annuo sarebbe di 37,2 kWh. Questo si traduce in un risparmio annuo di circa di 7,5 € rispetto al costo che avremmo utilizzando una normale lampada neon da 40 W.

Il secondo vantaggio che nasce dall’utilizzo della luce Led è la durata del faretto. Una stima dice che per il consumo totale della luminosità di una luce a LED, ovvero quando il faretto smette completamente di illuminare, passano circa 100.000 ore dalla prima accensione. Dopo circa 50.000 ore ( 8333 giorni!), il faretto manterrà ancora il 70% dell’emissione di luce iniziale. Se sommiamo il fattore durata al fattore risparmio energetico, non è difficile comprendere quanto i faretti a Led convengano.

A questi fattori di risparmio è giusto aggiungere il fattore sostenibilità. L’assenza di raggi ultravioletti e infrarossi rende questi faretti più sani rispetto alle lampade fluorescenti o a scarica, soprattutto per gli effetti a lungo termine. Inoltre, i faretti a LED non contengono gas tossici o, più un generale, sostanze tossiche nocive per l’uomo e per l’ambiente. In più, il sistema di illuminazione a Led è concepito in maniera tale da gestire la dispersione del calore nell’ambiente. Questi faretti trattengono a loro interno il calore, evitando che la sua diffusione nell’ambiente influisca sulle temperature e la climatizzazione.

Interior Design

Il vantaggio dei faretti LED da incasso risiede anche nelle varie modalità di disposizione. In effetti, la possibilità di inserirli all’interno di strutture già presenti architettonicamente negli ambienti, sia interni che esterni, permette sia di recuperare spazio, sia di inserire luci a scopi decorativi. E’ proprio la posizione particolare dei faretti a stimolare la creatività dei designer e degli architetti, che possono creare effetti particolari che rimodellano gli ambienti.

Non è un caso che nell’ambito dell’interior design i faretti Led da incasso costituiscano un elemento privilegiato.

A dispetto di quanto comunemente si crede in merito al Led, questi faretti riescono a creare ambienti non solo dalle luci fredde e bianche. A seconda della tipologia di faretto e delle necessità in gioco, la diffusione della luce può essere funzionale all’espressione delle più svariate forme di creatività: luci diffuse che disegnano ambienti accoglienti, luci incassate nel soffitto che simulano cieli stellati; luci nei pavimenti che tracciano percorsi minimal. I faretti Led da incasso combinano perfettamente creatività, sostenibilità e risparmio.

 

Come scegliere in modo oculato un Dentista a Torino

Ho 51 anni, vivo a Torino ed un lavoro che implica che io sia sempre in ordine non solo come abbigliamento ma anche fisicamente. Sono un agente immobiliare ed opero sempre nella città di Torino.

Sono molto affermato ma nel corso degli anni un pò per incuria e un pò perchè le gengive si sono rialzate, ho perso alcuni denti.

E’ ovvio che purtroppo non riesco più a lavorare serenamente ne tantomeno a colloquiare con i miei clienti con la stessa serenità di prima.

dentista-torino

Il dentista per me è una sorta di optional perchè a causa del mio lavoro, il tempo a disposizione è davvero poco e tutti i dentisti che mi hanno consigliato gli amici, si trovano fuori Torino.

Mi sono reso conto però, che non posso continuare in questo modo perchè sto causando danni a me stesso per i conseguenti problemi alla masticazione che mi portano dolori allo stomaco e colon irritabile e danni anche al mio lavoro.

Ho perciò, urgente bisogno di uno specialista dentista e soprattutto, con lo studio a Torino, città dove vivo e lavoro.

Mi sono collegato ad internet ed appena ho digitato le parole dentista a Torino, mi sono apparsi alcuni siti ma solo uno ha colpito la mia attenzione e cioè quello dello specialista dentista Gianpaolo Cannizzo.

Questo medico che opera nel suo studio di Torino, mi ha inspirato immediatamente fiducia forse perchè il sito è molto ben strutturato e dà tutte le spiegazioni possibili ed immaginabili. Praticamente è come se io avessi avuto l’opportunità di parlare con questo dentista da vicino.

Le varie tecniche che vengono adoperate da questo dottore sono esaustivamente spiegate all’interno del sito ed io sono rimasto soddisfatto dall’operato di questo dentista e grazie al suo sito, in pochi click ha saputo ridarmi la speranza di poter riacquistare un sorriso decoroso.

dentista-torino-low-costHo finalmente trovato un dentista a Torino che fa al caso mio e credo che molto presto prenoterò una visita nel suo studio di Torino perchè come assicura il sito su cui mi sono collegato, utilizza tecniche all’avanguardia e impianti dentali che risolvono nell’immediato tutte le problematiche.

E’ di fondamentale importanza infatti, che la prestazione che dovrò effettuare avvenga in tempi brevissimi ed il Dentista Cannizzo assicura che in una sola giornata, potrò ritornare a sorridere senza offuscare velatamente il mio sorriso mentre parlo con la mia clientela.

Torino necessitava di un dentista come il Dottor Cannizzo ed il suo sito è molto accattivante perchè spiega con dovizia di particolari, come avvengono gli interventi e quali sono le tecniche che vengono utilizzate.