Trend tecnologici: come le novità aiutano le imprese

Il 2019 si sta rivelando un anno molto importante per le imprese. Le innovazioni tecnologiche stanno portando sempre più cambiamenti e i marchi che riusciranno ad essere all’altezza delle nuove sfide potranno dettare legge sulla concorrenza.

Anche nell’anno in corso sono davvero molti i trend tecnologici che stanno aiutando le imprese a compiere un definitivo salto di qualità. Se fino ad ora questi trend avevano ancora uno “status” iniziale, caratterizzato da un utilizzo ancora ridotto, gli analisti del settore percepiscono invece un impatto via via più decisivo e un potenziale in crescita progressiva.

I trend tecnologici più in voga: ecco quali sono

Ma quali sono i trend tecnologici che stanno andando per la maggiore? Ad esempio la tecnologia relativa alle criptovalute (vedi valore qui) rappresenta senza dubbio un metodo originale e proiettato verso il futuro che nel corso dei mesi avrà sempre più incidenza nei confronti degli strumenti digitali dedicati alle imprese.

Ma un aiuto per capire meglio di cosa stiamo parlando in generale ce lo fornisce il report pubblicato da Gartner, che si intitola Top 10 Strategic Technology Trends for 2019 e spiega nel dettaglio quali sono le novità dal punto di vista tecnologico che stanno portando cambiamenti molto significativi nel settore delle imprese. Uno dei primi trend a cui si fa riferimento nel report è ovviamente l’Autonomous Things, ovvero gli oggetti autonomi, che stanno ormai prendendo sempre più piede tra le imprese (e non solo).

Si tratta di “oggetti” che agiscono autonomamente sfruttando l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di automatizzare funzioni che prima venivano svolte dalla manodopera umana. Robot, quindi, ma anche droni e veicoli autonomi si stanno diffondendo a macchia d’olio, anche perché gli ultimi modelli sono caratterizzati da una capacità di interazione con le persone e con il contesto (ambientale e non) decisamente superiore rispetto al passato.

Proprio in riferimento all’intelligenza aumentata, il report riserva grande attenzione anche ad un altro trend, ovvero l’Augmented Analytics: in parole povere questo trend concentra i suoi sforzi sull’ottenimento di informazioni che andranno a migliorare i processi produttivi, generando un beneficio per le imprese in termini qualitativi e di bilancio.

Molto gettonato è anche un altro trend che riguarda invece il modo in cui una persona interagisce con il mondo digitale. Il riferimento è a piattaforme come realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista, che rientrano nel concetto di Immersive Experience. Inoltre, un’esigenza a cui le imprese devono porre la dovuta attenzione è senz’altro il bisogno sempre più crescente di privacy, specialmente sul piano digitale.

La “Digital Ethics and Privacy” è pertanto un “trend” tecnologico che può davvero aiutare l’impresa a fidelizzare al massimo il rapporto con la clientela, dimostrando totale trasparenza (anche a livello comunicativo) senza che questo comprometta la qualità del processo di produzione.

Trasparenza e sicurezza, due “trend” da non sottovalutare

Restando su questo tema, un trend di cui si parla spesso è il MyMarkets, ovvero la necessità di fornire delle risposte adeguate e pertinenti al cliente in tempo reale. Per raggiungere questo obiettivo è opportuno che l’impresa ripensi completamente il proprio modello organizzativo, troppo spesso legato a dinamiche del passato che ormai non trovano più riscontro.

Le imprese che riusciranno nel prossimo futuro a realizzare una piena integrazione della personalizzazione e della disponibilità “live” dei prodotti e dei servizi ad essi collegati trarranno di sicuro dei vantaggi molto importanti che potrebbero portarle a competere anche con il “gotha” del proprio settore.

Stesso discorso per la sicurezza, che è ormai diventato un fattore imprescindibile per un’impresa che aspira a crescere. Per questo bisogna stare molto attenti alla gestione delle collaborazioni, individuando i partner più affidabili: l’interconnessione tra sistemi può portare a volte a delle situazioni di vulnerabilità che compromettono l’immagine dell’impresa e ovviamente i guadagni.

Oro o criptovalute, i segreti per investire

Chi trova stimolante fare trading sulle materie prime non potrà fare a meno di voler conoscere  i segreti per investire con l’oro, grazie al libro scritto da Carlo Alberto De Casa, con l’incognita dei Bitcoin e delle criptovalute.

Oro o Bitcoin, cosa scegliere

Tutti i trader sono alla ricerca di segnali di profitto, ma spesso anche nelle piattaforme di trading consigliate tira aria di crisi. Un po’ perché il mercato è volatile, un po’ per la scarsa esperienza e conoscenza di certi asset. L’ambito delle materie prime ha come capostipite l’oro, e uno dei massimi esperti in questo senso si chiama Carlo Alberto De Casa, capo analista presso ActiveTrades, azienda che si occupa di trading. L’analista ha scritto un libro “I Segreti Per Investire con l’Oro”, che è giunto alla sua seconda edizione, visto il successo strepitoso ottenuto con la prima. Questo nuovo volume, edito da Hoepli, introduce il metallo giallo attraverso una analisi storica e molto approfondita, caratterizzata anche dai misteri del passato e del presente che aleggiano intorno a questo cosiddetto bene rifugio. Il testo evidenzia senza ombra di dubbio il suo ruolo preponderante ricoperto sul mercato asiatico (sia domanda, sia offerta) e in particolare grazie a Cina e India, nazioni diventate sempre più l’ago della bilancia e snodi per il futuro commerciale internazionale. Oltre a questo, gli investitori troveranno molte ragioni del perché un investimento sull’oro è sempre valido, a maggior ragione che questa seconda edizione ha i dati aggiornati al 2017-2018 e una scheda dedicata all’oro della Banca D’Italia.

Oro e Bitcoin, differenze e analogie

Secondo i nuovi investitori, le criptovalute meritano un confronto approfondito con l’oro: 6mila anni di storia contro il progresso, il materiale contro il digitale. Il BTC ha fatto notizia quando il suo valore andò a superare il prezzo dell’oro ad oncia, andando a toccare prima quota 1000 poi arrivando al massimo dei 20mila a fine 2017. Si è trattata di una crescita maggiore dell’oro stesso, ma il vero investitore cerca anche un certa stabilità che nel lungo termine la moneta digitale non può offrire e forse non potrà mai fare  per diverse ragioni. Non solo perché l’oro ha una storia, ma anche perché il metallo giallo, negli ultimi anni, non ha mai avuto picchi significativi riguardo al suo valore, anche se si è sempre mantenuto stabile. Ed è scelto soprattutto per la sua stabilità nei momenti difficili.

Criptovalute e oro, svolta ambientale

Carlo Alberto De Casa, però, nella sua analisi non trascura neanche l’impatto ambientale che hanno le miniere di metallo giallo. Il ciclo di vita delle strutture minerarie aurifere non è certo infinito, e porta a delle conseguenze. Ci sono dei casi di donne e di bambini che lavorano continuamente a stretto contatto con arsenico, mercurio e cianuro, elementi molto pericolosi che vengono usati proprio per lavorare questo bene rifugio. Per questa ragione, le e-currency sono sempre di più sotto i riflettori e, per i trader che amano l’ambiente, possono diventare i degni sostituti delle risorse aurifere mondiali, rivoluzionando l’economia globale.